VERSO IL PIANO DI ZONA...E NON SOLO

OTTO RICCHI E STIMOLANTI INCONTRI HANNO PERMESSO DI CONOSCERE I BISOGNI E NECESSITA' DEI DIECI COMUNI CONSORZIATI, ORA SI PUNTA A CONSODILARE LE RETI DI COMUNITA' NEI VARI TERRITORI

Data di pubblicazione:
04 Novembre 2021
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Si è concluso il 28 ottobre il calendario di incontri di co-programmazione relativi al territorio viadanese, per la stesura del prossimo Piano di Zona 2021-2023, documento che dovrà definire servizi, interventi e strumenti per rispondere ai bisogni sociali ed assistenziali dei dieci comuni consorziati all'Azienda Speciale Consortile Oglio Po.

Mariagrazia Tripodo, presidente dell'ASC “Oglio Po”, si dice soddisfatta della risposta ottenuta perchè hanno partecipato quasi 70 realtà rappresentanti il Terzo Settore, il mondo del volontariato, gruppi informali ed anche singoli cittadini, che hanno manifestato tutta la loro esigenza di confronto e adesione ad un progetto condiviso.

Se da un lato è da comprendere fino in fondo il cambio di passo compiuto da amministratori e tecnici dell'Asc Oglio Po (lo strumento della co-programmazione, mai sperimentato prima, prevede la costruzione delle politiche sociali insieme al Terzo Settore, anch'esso titolato a identificare i bisogni del territorio e le strategie per fronteggiarli), dall'altro è ancora più sfidante il cammino che seguirà successivamente all'approvazione del Piano.

Il percorso ha previsto un primo giro di tavoli (quattro in tutto suddividendo i dieci comuni in micro ambiti per vicinanza e peculiarità) nei quali è stato proposto ai partecipanti di dedicare “tutto il tempo necessario”, rivelatosi prezioso, alla conoscenza reciproca per poi passare ad un confronto sul concetto di “comunità”.  Attraverso un lavoro di sintesi, i gruppi hanno espresso in parole o brevi frasi elaborate, una descrizione del concetto di comunità che è diventata patrimonio comune.

Durante i secondi tavoli si è lavorato insieme su una elaborazione dell’elenco di priorità/urgenze segnalate attraverso la compilazione del questionario consegnato, al momento dell’iscrizione al percorso, da tutti i partecipanti. Particolarmente interessante la ricchezza delle sollecitazioni e indicazioni proposte dalla comunità stessa come lettura delle proprie priorità/urgenze. Molte similitudini ma anche peculiarità e specificità legate ai singoli territori.  

Nella realizzazione di questi primi tavoli di confronto è stato coinvolto Daniele Goldoni, professionista che ha una grande esperienza come facilitatore nella costruzione di reti di territorio e animatore di comunità, oltre ad essere un musicista e cantastorie e non da ultimo cittadino viadanese.

L'Asc è già oltre alla stesura del prossimo Piano di Zona perchè, come afferma il direttore Moreno Orlandelli “La vera sfida inizia ora con la costruzione di una comunità responsabile, proattiva, resiliente, in grado di co-progettare risposte efficaci per il proprio territorio. Siamo convinti che tutte le cittadine e cittadini possano contribuire a questo percorso e che tutti, oltre a far emergere i bisogni, portino risorse – anziani, giovani e minori, famiglie, disabili – e pertanto intendiamo coinvolgerli in un dialogo costante”. Le premesse ci sono tutte perchè una richiesta comune a tutti i gruppi è quella di non interrompere il lavoro intrapreso, di consolidare la rete e favorire un costante contatto tra le parti istituzionali e la comunità. Fondamentale sarà l'individuazione di “gruppi guida” che collaborino per lo sviluppo delle comunità.

Nel mese di novembre l'ASC convocherà tutti i partecipanti ai tavoli ad un incontro di restituzione di quanto emerso da questo primo avviso di co-programmazione, consapevoli di aver solo percorso il primo tratto di strada.

Ultimo aggiornamento

Mercoledi 18 Maggio 2022